[2021] Interventi antisismici con il Super-SismaBonus 110%

[2021] Interventi antisismici con il Super-SismaBonus 110%

DESCRIZIONE

Con il Decreto Superbonus 110% (D.L. n. 34/2020), si avviano una serie di incentivi utilizzabili per efficientare gli edifici esistenti dal punto di vista sismico ed energetico. È questa un’opportunità per realizzare molte tipologie di interventi volti a ridurre la vulnerabilità sismica degli edifici, tema al quale questo volume è dedicato.

Le tecniche di retrofitting oggi disponibili garantiscono una vastissima gamma di interventi di riduzione della vulnerabilità che si possono dosare su qualsiasi budget ed in moltissimi casi è possibile intervenire senza «sventrare» radicalmente le costruzioni evacuando gli inquilini. Inoltre la possibile simbiosi con opere di riqualificazione energetica in interventi ben progettati, diretti e coordinati da specialisti, porta ad una economia di scala che promuove un incremento delle risorse utilizzabili.

Il presente manuale è indirizzato ai tecnici del settore edilizio che si occupano della parte del «Super-SismaBonus 110%» offerto dal Decreto Rilancio n. 34/2020.

Il volume è stato pensato per offrire un quadro ampio e completo ed è stato analizzato tutto ciò che serve: dalle metodologie applicative contenute nelle «Linee Guida per la Classificazione Sismica degli Edifici Esistenti» correlate alle NTC 2018 e alla Circolare n. 7/2019 ai concetti relativi al comportamento sismico dei fabbricati, in modo da finalizzare le conoscenze su indirizzi «progettuali sensati» e non semplicemente basandosi su ap-plicazioni tabellari. Altri ambiti analizzati riguardano la conoscenza del manufatto con ampia casistica delle possibili metodologie di indagine o monitoraggio strutturale: questione molto spesso trascurata e lasciata puramente «al caso». Infine vi è una ampia casistica di metodologie di intervento per il rinforzo sismico.

La WebApp inclusa gestisce le seguenti utilità:
  • Esempi applicativi, contenuti anche nel presente manuale, che guidano il lettore a mettere in pratica tutte le spiegazioni su casi concreti.
  • Guida al Superbonus 110% – Le detrazioni fiscali del 110% previste dal D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (cd. Decreto Rilancio) dalla A alla Z.
  • Banca dati normativa e giurisprudenza consultabile attraverso un motore di ricerca, con aggiornamenti automatici per 365 giorni dall’attivazione della WebApp.
REQUISITI HARDWARE E SOFTWARE
Qualsiasi dispositivo con MS Windows, Mac OS X, Linux, iOS o Android; accesso ad internet e browser web con Javascript attivo; software per la gestione di documenti Office e PDF.

INDICE LIBRO

PREFAZIONE RISCHIO SISMICO E VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA
  • 1.1. Generalità
  • 1.2. Concetti fondamentali relativi al rischio sismico
  • 1.3. La valutazione della sicurezza
  • 1.4. Classi d’uso degli edifici, Vita Nominale e periodo di riferimento per l’azione sismica
  • 1.5. Domanda e capacità (parametri ζE e ζv,i)
  • 1.6. Gli stati limite
  • 1.7. L’obbligatorietà della valutazione della sicurezza
  • 1.8. Opere abusive
  • 1.9. Inadeguatezza dell’opera per azioni non sismiche
    ESEMPIO 1.1. Inadeguatezza dell’opera per azioni non sismiche (valutazione di ζv,i)
  • 1.10. Inadeguatezza dell’opera per azioni sismiche
    ESEMPIO 1.2. Inadeguatezza dell’opera per azioni sismiche (valutazione di ζE)
CLASSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI
  • 2.1. Generalità
  • 2.2. Interventi di adeguamento
  • 2.3. Interventi di miglioramento
  • 2.4. Riparazioni o interventi locali
  • 2.5. Interventi nelle fondazioni
  • 2.6. Interventi non strutturali
  • 2.7. Criteri di progettazione di elementi strutturali secondari ed elementi costruttivi non strutturali
    ESEMPIO 2.1. Azione sismica su macchinario posto in copertura di un edificio
  • 2.8. Ampliamenti e sopraelevazioni
LIVELLI DI CONOSCENZA E FATTORI DI CONFIDENZA
  • 3.1. Generalità
  • 3.2. Analisi storico-critica
  • 3.3. Rilievo strutturale e tipi di indagini
    • 3.3.1. Generalità
    • 3.3.2. Costruzioni in muratura
    • 3.3.3. Costruzioni in calcestruzzo armato e acciaio
    • 3.3.4. Costruzioni in legno
  • 3.4. Caratterizzazione meccanica dei materiali e classificazione delle prove
    • 3.4.1. Generalità
    • 3.4.2. Costruzioni in muratura
    • 3.4.3. Costruzioni in calcestruzzo armato e acciaio
    • 3.4.4. Costruzioni in legno
  • 3.5. Determinazione dei «livelli di conoscenza» e dei «fattori di confidenza»
    • 3.5.1. Generalità
    • 3.5.2. Costruzioni in muratura
    • 3.5.3. Costruzioni in calcestruzzo armato o acciaio
    • 3.5.4. Costruzioni in legno
  • 3.6. ESEMPIO di attribuzione dei parametri meccanici in un edificio
INDAGINI STRUTTURALI
  • 4.1. Prove di carico statico su solai
    • 4.1.1. Generalità
    • 4.1.2. ESEMPIO di prova con cilindri oleodinamici
    • 4.1.3. Descrizione del solaio
    • 4.1.4. Modalità di applicazione del carico
    • 4.1.5. Prova 1
    • 4.1.6. Prova 2
    • 4.1.7. ESEMPIO di prova «a trazione»
      • 4.1.7.1. Disposizione dei martinetti
      • 4.1.7.2. Ubicazione dei sensori
      • 4.1.7.3. Cicli di carico
      • 4.1.7.4. Sintesi dei risultati
  • 4.2. Indagini pacometriche
    • 4.2.1. Generalità
    • 4.2.2. ESEMPIO di indagine pacometrica
      • 4.2.2.1. Strumentazione e metodologia di indagine
      • 4.2.2.2. Restituzione dei rilievi
  • 4.3. Scarifiche
  • 4.4. Carotaggi
    • 4.4.1. Generalità
    • 4.4.2. ESEMPIO di estrazione di carotaggi su calcestruzzo e risultati
    • 4.4.3. Altri esempi di carotaggi
  • 4.5. Test di carbonatazione
  • 4.6. Prove di trazione su barre d’armo
    • 4.6.1. Modalità di prelievo
  • 4.7. Indagini ultrasoniche
    • 4.7.1. Generalità
    • 4.7.2. ESEMPIO di indagine ultrasonica
  • 4.8. Indagini SONREB
    • 4.8.1. Generalità
    • 4.8.2. Procedure applicative
  • 4.9. Indagini sclerometriche su calcestruzzo
    • 4.9.1. Generalità
    • 4.9.2. Utilizzo
    • 4.9.3. ESEMPIO di indagine sclerometrica
  • 4.10. Indagini sclerometriche su malte
    • 4.10.1. Generalità
    • 4.10.2. Procedura esecutiva
  • 4.11. Indagini pull-out
    • 4.11.1. Generalità
    • 4.11.2. Procedura esecutiva
    • 4.11.3. Esempi di indagine pull-out
  • 4.12. Prove con martinetti piatti sulle murature
    • 4.12.1. Generalità
    • 4.12.2. ESEMPIO di prova con martinetti piatti
      • 4.12.2.1. Descrizione
      • 4.12.2.2. Tensione di esercizio
      • 4.12.2.3. Resistenza a rottura per compressione
      • 4.12.2.4. Modulo elastico
  • 4.13. Fessurimetri
  • 4.14. Inclinometri
  • 4.15. Accelerometri
  • 4.16. Laser scanner
  • 4.17. Indagini termografiche
  • 4.18. Prove non distruttive su elementi metallici
    • 4.18.1. Generalità
    • 4.18.2. ESEMPIO di prova Vickers
  • 4.19. Prova di trazione su bullone
  • 4.20. Indagini visive
  • 4.21. Verifica di presenza di collegamenti in murature a doppio paramento
  • 4.22. Endoscopie
  • 4.23. Indagini resistografiche su elementi lignei
    • 4.23.1. Generalità
    • 4.23.2. ESEMPIO di indagine
  • 4.24. Metodi rapidi per la classificazione sismica del sottosuolo
I SOLAI
  • 5.1. Generalità
  • 5.2. Funzione del solaio infinitamente rigido nella distribuzione delle azioni sismiche
  • 5.3. Influenza dell’ipotesi di solaio infinitamente rigido nei modi di vibrare
  • 5.4. Cenni storici sui solai in laterocemento
  • 5.5. Solai tipo SAP
  • 5.6. Solai tipo Varese
  • 5.7. Solai tipo SCAC
  • 5.8. Solai con nervatura monodirezionale
  • 5.9. Indicazione qualitative sulla rigidezza dei solai
EDIFICI CON OSSATURA IN CALCESTRUZZO ARMATO
  • 6.1. Generalità
  • 6.2. L’ossatura portante «nuda»
  • 6.3. Le strutture miste in calcestruzzo armato – muratura
  • 6.4. La qualità dei materiali
  • 6.5. Alcune indicazioni del comportamento dei telai con tamponamenti
  • 6.6. Il «piano debole»
  • 6.7. Criticità riscontrabili nelle costruzioni ad ossatura in c.a
  • 6.8. Criticità riscontrabili nelle costruzioni di edifici industriali prefabbricati in c.a.
EDIFICI IN MURATURA
  • 7.1. Classificazione degli edifici
  • 7.2. Edifici di prima classe: integralmente in muratura con orizzontamenti a volta
  • 7.3. Principi di funzionamento delle volte
    • 7.3.1. Volte a botte
    • 7.3.2. Volte a padiglione
    • 7.3.3. Volte a crociera
    • 7.3.4. Volte a doppia curvatura
  • 7.4. Condizioni fisiologiche degli edifici esistenti di prima classe
  • 7.5. Edifici di seconda classe: con ritti in muratura e orizzontamenti a struttura portante in legno o in ferro
  • 7.6. Edifici di terza classe: con ritti in muratura ed orizzontamenti ancorati ad un cordolo di cemento armato
  • 7.7. Travi di accoppiamento (o fasce di piano) in muratura
  • 7.8. Interazioni del comportamento strutturale: murature, solaio infinitamente rigido, travi di accoppiamento
    • 7.8.1. Caso in cui si ha l’ipotesi di traverso infinitamente rigido e il contributo delle travi di accoppiamento
    • 7.8.2. Caso in cui si ha l’ipotesi di traverso infinitamente rigido e nessun contributo delle travi di accoppiamento
    • 7.8.3. Caso in cui si ha l’ipotesi di traverso deformabile e il contributo delle travi di accoppiamento
    • 7.8.4. Caso in cui si ha l’ipotesi di traverso deformabile e nessun contributo delle travi di accoppiamento
  • 7.9. Meccanismi di rottura di I° e II° modo
  • 7.10. Valutazione di sicurezza per meccanismi locali e globali
  • 7.11. Gli aggregati e edifici misti
    • 7.11.1. Definizione di aggregato e problematiche generali
    • 7.11.2. L’unità strutturale (US)
    • 7.11.3. L’interazione strutturale delle unità strutturali nell’aggregato
    • 7.11.4. Il carattere convenzionale dell’unità strutturale
    • 7.11.5. Unità strutturali all’interno di una schiera aventi solai «sufficientemente rigidi»
    • 7.11.6. Unità strutturali di testata aventi solai «sufficientemente rigidi»
    • 7.11.7. Unità strutturali aventi solai «flessibili»
  • 7.12. Abaco delle murature
    • 7.12.1. Murature a sacco priva di collegamento tra i due paramenti
    • 7.12.2. Murature a sacco con collegamenti (diatoni) tra i due paramenti
    • 7.12.3. Murature in pietra sbozzata irregolare
    • 7.12.4. Murature in pietra sbozzata con presenza di ricorsi
    • 7.12.5. Murature in pietra sbozzata con presenza di spigolo o mazzetta
    • 7.12.6. Murature in pietra arrotondata o ciottoli di fiume
    • 7.12.7. Murature in pietra arrotondata o ciottoli con ricorsi
    • 7.12.8. Murature in pietra arrotondata o ciottoli con mazzette o spigoli
    • 7.12.9. Murature in blocchi di tufo o pietra da taglio
    • 7.12.10. Murature in blocchi di calcestruzzo prefabbricato e/o alleggerito
    • 7.12.11. Murature in laterizio pieno a una o più teste
    • 7.12.12. Murature in laterizio semipieno (doppio UNI) a una o più teste (foratura < 45%)
    • 7.12.13. Murature in laterizio forato (foratura > 45%)
    • 7.12.14. Murature intelaiate o confinate
    • 7.12.15. Muratura armata
CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SISMICO
  • 8.1. Il D.M. n. 58/2017
  • 8.2. Il D.M. n. 65/2017
  • 8.3. Il D.M. n. 24/2020 e il D.M. n. 329/2020
  • 8.4. Classi di rischio sismico
  • 8.5. Perdita annuale media e classi PAM
  • 8.6. Percentuale del costo di ricostruzione
  • 8.7. Indice di sicurezza e classe IS-V
  • 8.8. L’accelerazione sismica attesa al suolo
  • 8.9. Periodo di ritorno
  • 8.10. Probabilità di accadimento nel periodo di riferimento
  • 8.11. Frequenza media annua di superamento associata alla capacità
  • 8.12. Il metodo convenzionale
    • 8.12.1. Generalità
    • 8.12.2. Valutazione della vulnerabilità sismica
    • 8.12.3. Iter procedurale
    • 8.12.4. ESEMPIO di costruzione del diagramma PAM e attribuzione della Classe PAM
    • 8.12.5. ESEMPIO di attribuzione della Classe IS-V
    • 8.12.6. ESEMPIO di attribuzione della Classe di Rischio Sismico
    • 8.12.7. Casi particolari
    • 8.12.8. Miglioramento della Classe di Rischio
    • 8.12.9. Osservazioni
  • 8.13. Metodo semplificato
    • 8.13.1. Generalità
    • 8.13.2. Tipologia di interventi ammessi per la valutazione semplificata
    • 8.13.3. European Macroseismic scale
    • 8.13.4. Iter procedurale
    • 8.13.5. Miglioramento della classe di rischio
    • 8.13.6. Osservazioni
IL PIANO DELLE INDAGINI
  • 9.1. Generalità
  • 9.2. Correlazione con i livelli di conoscenza e i fattori di confidenza
  • 9.3. ESEMPIO di Piano delle Indagini per un edificio in ossatura di c.a.
TIPOLOGIE DI INTERVENTI SUGLI EDIFICI ESISTENTI
  • 10.1. Generalità
  • 10.2. Irrigidimento di solai
    • 10.2.1. Obiettivi
    • 10.2.2. Solai in legno
      • 10.2.2.1. Descrizione degli interventi
      • 10.2.2.2. ESEMPIO di verifica pre e post intervento
    • 10.2.3. Solai metallici
    • 10.2.4. Solai in laterocemento
    • 10.2.5. Irrigidimento nel piano mediante tiranti
    • 10.2.6. Connessioni perimetrali
  • 10.3. Sistemi FRP e FRCM
    ESEMPIO 10.1. Calcolo della Sezione resistente di tessuto a base di carbonio a tela semplice non bilanciato
    ESEMPIO 10.2. Calcolo della Sezione resistente di tessuto a base di carbonio a tela semplice bilanciato
    ESEMPIO 10.3. Calcolo della Sezione resistente di tessuto unidirezionale a base di carbonio
  • 10.4. Rinforzo di pilastri in c.a.
  • 10.5. Rinforzo di travi in c.a.
  • 10.6. Confinamento dei nodi degli elementi in c.a.
  • 10.7. Rinforzo di murature con FRP o FRCM
  • 10.8. Rinforzi di setti in c.a.
  • 10.9. Connessioni trasversali
  • 10.10. Iniezioni di miscele leganti
  • 10.11. Tirantature
  • 10.12. Ristilatura dei giunti
  • 10.13. Interventi di «scuci-cuci»
  • 10.14. Perforazioni armate
  • 10.15. Cerchiature esterne di edifici
  • 10.16. Cordoli in sommità di pareti
  • 10.17. Eliminazione delle spinte
  • 10.18. Interventi in coperture lignee
  • 10.19. Cerchiatura di fori
  • 10.20. Incremento della resistenza delle fasce di piano
  • 10.21. Rinforzo di archi e volte
  • 10.22. Ripristino della «regolarità geometrica»
  • 10.23. Mitigazione del rischio sismico con il metodo semplificato del D.M. n. 58/2017
    • 10.23.1. Generalità
    • 10.23.2. Pietra sbozzata
    • 10.23.3. Mattoni o pietra lavorata
    • 10.23.4. Pietra massiccia per costruzioni monumentali
    • 10.23.5. Mattoni + solai ad elevata rigidezza nel proprio piano medio
    • 10.23.6. Muratura rinforzata e/o confinata
  • 10.24. Mitigazione del rischio sismico per capannoni industriali in assenza di preventiva attribuzione della classe di rischi
  • 10.25. Mitigazione del rischio sismico per edifici in c.a. in assenza di preventiva attribuzione della classe di rischio
ESEMPIO DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO SISMICO CON METODO ANALITICO
  • 11.1. Descrizione del fabbricato nello stato di fatto
  • 11.2. Carichi e combinazioni
  • 11.3. Parametri sismici
  • 11.4. Diagrammi di spettro
  • 11.5. Caratterizzazione dei materiali
  • 11.6. Modello di calcolo
  • 11.7. Tagliante di base
  • 11.8. Verifiche nello stato di fatto
  • 11.9. Classificazione sismica nello stato di fatto
  • 11.10. Progetto di mitigazione del rischio sismico
  • 11.11. Verifiche nello stato di progetto
  • 11.12. Classificazione sismica nello stato di progetto
  • 11.13. Asseverazione
ESEMPIO DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO SISMICO CON METODO SEMPLIFICATO
  • 12.1. Descrizione del fabbricato esistente
  • 12.2. Normativa di riferimento e tipologia di intervento
  • 12.3. Parametri sismici del sito
  • 12.4. Classificazione sismica nello stato di fatto
  • 12.5. Interventi di mitigazione del rischio
  • 12.6. Classificazione sismica post intervento
  • 12.7. Verifiche strutturali
    • 12.7.1. Verifiche cinematiche
    • 12.7.2. Verifiche dei tiranti
  • 12.8. Asseverazione
NORME DI RIFERIMENTO PER IL SISMABONUS
  • 13.1. D.L. n. 34/2020 e Legge n. 77/2020
  • 13.2. Asseverazioni e attestazioni
  • 13.3. Asseverazione del progettista delle strutture
  • 13.4. Attestazioni del direttore dei lavori
  • 13.5. Attestazione del collaudatore
  • 13.6. Norme e codici di comprovata validità
CONTENUTI E ATTIVAZIONE DELLA WEBAPP
  • 14.1. Contenuti della WebApp
  • 14.2. Requisiti hardware e software
  • 14.3. Attivazione della WebApp
  • 14.4. Assistenza tecnica sui prodotti Grafill